Start, Stop, Continue: il modello per far parlare un workshop di comunicazione interna
Tre colonne e una domanda semplice: cosa vorresti che cambiasse? Come usare il modello Start Stop Continue in workshop, retrospettive e momenti di ascolto in azienda.

Un workshop rischia sempre di diventare una riunione frontale travestita da meeting interattivo. Start Stop Continue è un modo semplice per evitarlo.
Tre colonne: cosa continuare a fare, cosa smettere, cosa iniziare.
Come funziona
Il modello è semplice. Si prepara uno spazio con tre colonne, su una lavagna fisica o digitale.
- Start: cosa dovremmo iniziare a fare che oggi non facciamo.
- Stop: cosa dovremmo smettere di fare, perché non serve più o fa danno.
- Continue: cosa funziona e vale la pena mantenere.
Le persone scrivono i loro contributi su dei foglietti, uno per idea, e li attaccano nelle colonne. Si raggruppano quelli simili e si discute a partire dai gruppi più grandi.
Cosa succede nella stanza
Sia da partecipante sia da chi conduce, la dinamica è sempre la stessa: qualche silenzio nei primi minuti e risposte non troppo sicure.
Poi qualcuno scrive qualcosa nella colonna Stop. E da lì non ci si riesce più a fermare.
Perché funziona bene
Secondo me funziona perché non chiede analisi complicate o soluzioni da bacchetta magica. Chiede solo: cosa vorresti che cambiasse?
Per questo gioca un doppio ruolo, di ascolto e di pianificazione. Le persone dicono cosa le disturba, e nello stesso momento propongono cosa fare al posto di quella cosa. Chi conduce esce con un elenco di priorità che nasce da chi il lavoro lo fa.
Come usarlo in comunicazione interna
Il modello si adatta bene al mestiere di chi fa comunicazione interna. Qualche domanda per cominciare, da provare con un team o con un gruppo di colleghi.
- Sui canali: quali riceviamo e non leggiamo mai, e quali ci mancano.
- Sulle riunioni: quali formati vale la pena tenere e quali sostituire.
- Sulle email a tutta l'azienda: cosa vorremmo trovarci dentro e cosa vorremmo non trovarci più.
- Sugli eventi: cosa ha funzionato nell'ultimo e cosa cambieremmo.
Un esempio di sessione in sessanta minuti
Per chi vuole provarlo, ecco una scaletta semplice per un gruppo di otto o dieci persone.
- Cinque minuti per spiegare il formato e la domanda: cosa vorresti che cambiasse nella nostra comunicazione?
- Dieci minuti di silenzio per scrivere, ognuno per conto suo, un'idea per foglietto.
- Quindici minuti per attaccare i foglietti nelle colonne e raggruppare quelli simili.
- Venti minuti di conversazione sui gruppi più grandi, cominciando dallo Stop.
- Dieci minuti per scegliere una cosa per colonna da provare nelle prossime settimane, con un nome accanto.
L'ultimo passo è quello che si salta più spesso, e quello che decide se la sessione serve a qualcosa.
Dopo il workshop
Il rischio più grande è che i foglietti restino sulla lavagna. Entro una settimana conviene restituire al gruppo una pagina con le tre o quattro cose scelte, chi se ne occupa e quando se ne riparla. Chi ha parlato deve vedere che qualcosa si muove, altrimenti la volta successiva scrive meno.
Accorgimenti per far parlare il gruppo
Qualche attenzione aiuta a non trasformare tutto in un esercizio vuoto.
- Lascia un minuto di silenzio all'inizio, per scrivere prima di parlare: chi ha più esperienza non condiziona chi ha meno.
- Chiedi di scrivere in forma anonima, almeno la prima volta, se il tema è delicato.
- Alla fine scegli una sola cosa per colonna da provare davvero. Un elenco lungo e dimenticato scoraggia più di nessun elenco.
Domande frequenti
Cos'è il modello Start Stop Continue?
Un formato con tre colonne: cosa iniziare a fare, cosa smettere, cosa continuare. Le persone scrivono un'idea per foglietto, si raggruppano quelli simili e si discute dai gruppi più grandi.
Come usarlo in un workshop di comunicazione interna?
Con domande su canali, riunioni, email a tutta l'azienda ed eventi: quali si ricevono e non si leggono, quali formati tenere, cosa si vorrebbe trovare nelle email, cosa cambiare nell'ultimo evento.
Quanto dura una sessione?
Una scaletta da sessanta minuti per otto o dieci persone: cinque di spiegazione, dieci di scrittura in silenzio, quindici per raggruppare, venti di conversazione, dieci per scegliere una cosa per colonna.
Cosa fare dopo il workshop?
Entro una settimana restituire al gruppo una pagina con le tre o quattro cose scelte, chi se ne occupa e quando se ne riparla.
Per approfondire: come leggere i numeri di un webinar e come fare un audit con occhi nuovi. Per partire dalle basi: Comunicazione interna, da zero.



